La Fondazione Angelo Colocci, Istituto per l'istruzione universitaria, la formazione professionale e la promozione della cultura nella Vallesina, nasce a Jesi nel dicembre del 1995 con l'obiettivo di incrementare servizi e strutture culturali in stretto collegamento con il tessuto aziendale e con l'apporto progettuale di istituti universitari, scuole, enti pubblici e privati sia territoriali che extra-locali. L'idea di fondo che guida la Fondazione è quella di diffondere e promuovere attività in ambito formativo a beneficio dei giovani, del sistema imprenditoriale, del capitale civico e sociale. Dopo una fruttuosa collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche di Ancona, dal 1996/97 al 2018/19 perfeziona il suo ruolo di sede distaccata del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata, con cui gestisce i corsi universitari triennali e specialistici della Classe in Scienze dei Servizi Giuridici. Attualmente la struttura di via Angeloni, nel cuore del centro storico della città, oltre ad attività didattiche e master universitari, ospita convegni, seminari e corsi di formazione. Gli ambiti di approfondimento, al fine di rispondere efficacemente alla richiesta del mercato del lavoro, spostano il loro focus in più settori: commerciale, informatico, amministrativo, legale, infermieristico, scolastico, della comunicazione.

La Fondazione, sulla scorta del suo primario obiettivo di diffondere la cultura, è dedicata alla figura di Angelo Colocci, umanista, uomo politico, filologo colto e raffinato, mecenate, nonché apprezzato collezionista di opere d'arte e di libri. Nato a Jesi nel 1467 da Niccolò e Fortunata Santoni, appartenenti a due delle maggiori famiglie jesine, Angelo Colocci viene a contatto con i più raffinati circoli umanistici alla corte di Napoli prima e a Roma poi, dove riveste prestigiosi incarichi politici alla corte pontificia. Non manca di prodigarsi a favore della sua città, dove torna in varie occasioni, dedicandosi nel 1506 ad "ammendare molto il libro delle statuarie leggi di Jesi". Uomo dalla vasta dottrina e dai molteplici interessi, testimoniati dalla ricca e fornita biblioteca, ama circondarsi di letterati famosi e di giovani studiosi. L'amore per le lettere e per l'arte fanno di lui uno dei più grandi collezionisti della Roma cinquecentesca; famose sono le raccolte di codici antichi e di statue romane che adornavano la sua villa. Nel 1549 muore a Roma lasciando un patrimonio inestimabile di libri e carte, conservati per la maggior parte nella biblioteca vaticana, e una fama indiscussa che lo proietta in modo prodigioso fino ai giorni nostri.

 

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                                                           CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

 

Paola Giombini (Presidente); Diego Mancinelli (VicePresidente); Giovanni Pacci, Simone Baglieri, Giordano Fulvi (Consiglieri); Massimo Albonetti (Sindaco Revisore Unico).

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